La cessione del contratto di prestazioni sportive in ambito calcistico

Come abbiamo già avuto modo di esaminare, il tesseramento è l’atto formale che si realizza mediante l’iscrizione dell’atleta ad un’associazione sportiva (che provvede, a sua volta, a tesserare il calciatore presso la Federazione di appartenenza), o mediante iscrizione diretta alla Federazione. Da tale atto derivano diritti e doveri come l’osservanza delle norme dettate dalle Istituzioni Sportive (CIO, CONI, FIFA e FIGC) e facenti parte dell’ordinamento sportivo.
Il tema oggetto della presente disamina riguarda la cessione del contratto del calciatore professionista, le cui prestazioni sportive, secondo le disposizioni normative vigenti, possono essere cedute in favore di altro club professionistico.
L’istituto della cessione del contratto – sia esso in ambito nazionale o internazionale – è l’espressione di un atto di autonomia delle parti (società cedente, società cessionaria e calciatore) che si realizza allorquando una di esse, il cessionario, subentra nella posizione contrattuale della parte cedente, stipulando nel contempo un nuovo contratto di lavoro sportivo.
In ambito nazionale, il contratto, a pena di nullità, deve essere redatto su appositi moduli predisposti dalle Leghe e si formalizza mediante la redazione e la sottoscrizione dei documenti di seguito indicati:
“variazione di tesseramento”, firmata dalla società cedente, dalla società cessionaria e dal calciatore ceduto;
“documento di variazione”, con la relativa indicazione dei corrispettivi convenuti dalla società cedente e cessionaria e i termini di pagamento;
contratto di lavoro sportivo tra la società e il calciatore.
Il rispetto di tali adempimenti si rende indispensabile sia per la regolarità dell’iter negoziale, sia per la valutazione, operata dalle Leghe, sulla concessione del c.d. “visto di esecutività”, emesso a seguito della verifica sulla solvibilità degli obblighi assunti nei confronti dei contraenti da parte della società subentrante nel rapporto.
In sostanza, con la cessione del contratto, (comunemente detto “trasferimento”) ciò che viene ceduto è il diritto all’utilizzo della prestazione dell’atleta a fronte di un corrispettivo.
L’istituto può avere carattere oneroso o gratuito e può stipularsi a titolo definitivo (il calciatore estingue ogni rapporto con il club cedente, stipulando un nuovo rapporto con il club cessionario) o temporaneo (il periodo di trasferimento è stabilito dalle parti, secondo le norme previste dalla Federazione, al termine del quale si ripristina il rapporto contrattuale originario).
In ambito internazionale, invece, la disciplina dei trasferimenti dei calciatori è regolata dalla seconda parte del Regolamento F.I.F.A. sullo Status e il Trasferimento dei Calciatori.
La normativa ha un impianto transnazionale, conforme al diritto europeo, e opera in un’ottica di salvaguardia e tutela degli atleti e degli stessi club. A tal fine, è affiancata dalle diverse leggi nazionali tese a disciplinare, in particolar modo, il contratto di lavoro sportivo e le ipotesi di risoluzione.
Entrando nel merito della disciplina, occorre preliminarmente precisare che ai sensi degli artt. 19 e 19-bis del F.I.F.A. RSTP, i trasferimenti internazionali dei calciatori sono ammessi solo se il calciatore ha compiuto 18 anni. Tuttavia, in deroga a tale previsione, la F.I.F.A. ha previsto alcune eccezioni. La prima riguarda l’ipotesi in cui i genitori del calciatore minore si trasferiscono in altro Paese per ragioni non legate al calcio (ad esempio questioni lavorative); la seconda eccezione si realizza quando il trasferimento avviene all’interno dell’Unione Europea e il calciatore ha già compiuto 16 anni; l’ultima ipotesi è applicabile, invece, allorquando il giocatore risiede in una Regione di frontiera, ad una distanza massima di 50 km dal confine, e il club, a sua volta, abbia sede alla medesima distanza.
Inoltre, al fine di garantire una maggior tutela e controllo in tema di trasferimento di calciatori minori, la F.I.F.A. ha istituito una sottocommissione sullo Status dei Calciatori a cui è stato affidato il compito di esaminare, ed eventualmente approvare, ogni richiesta di tesseramento secondo i criteri suesposti.
Il trasferimento internazionale è, altresì, subordinato al rilascio, ai sensi dell’art. 9 del F.I.F.A. RSTP, del “certificato di trasferimento internazionale”, ossia quel nullaosta emesso dalla Federazione di provenienza, con cui si attesta la possibilità dell’atleta al trasferimento verso la Federazione Nazionale a cui è affiliato il club cessionario. In tal senso, l’art. 9 prevede espressamente che: “I calciatori tesserati con un’Associazione possono essere tesserati con una nuova Associazione solo quando quest’ultima abbia ricevuto il Certificato di Trasferimento Internazionale (CTI) dalla prima. Il CTI sarà rilasciato a titolo gratuito e non sarà soggetto a condizioni di sorta né a limiti di tempo. Sono nulle le disposizioni contrarie. L’Associazione che rilascia il certificato dovrà depositarne una copia presso la FIFA. La procedura amministrativa relativa all’emanazione del certificato è contenuta nell’Allegato 3 del presente regolamento”. https://digitalhub.fifa.com/m/1b47c74a7d44a9b5/original/Regulations-on-the-Status-and-Transfer-of-Players-March-2022.pdf
Il rilascio del CTI è, quindi, requisito indispensabile per il tesseramento, sia che si tratti di trasferimento a titolo definitivo, sia a titolo temporaneo.
Il trasferimento si realizza, inoltre, attraverso il consenso di tutti e tre i soggetti coinvolti nell’operazione, quali, appunto, la società cedente, la società cessionaria e il calciatore, a sua volta assistito, nella gran parte dei casi, da un agente sportivo.
Dal punto di vista giuridico, tale operazione prevede la stipula due diversi contratti che intervengono, necessariamente, tra la società cedente e il calciatore e tra quest’ultimo e la società cessionaria (contratto di lavoro).
All’esito della sottoscrizione dei suindicati contratti, infine, è d’obbligo il loro inserimento nel TMS – Transfer Matchin System, una piattaforma digitale in cui vengono registrati i calciatori e i club professionisti affiliati alla F.I.F.A. e da cui, conseguentemente, si possono ottenere i dati sui movimenti dei calciatori, come il totale delle attività dei trasferimenti, il flusso del denaro, e il trasferimento dei minori.

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