Il tesseramento dei calciatori e il relativo status

Come si diventa calciatori?
La seguente disamina, si pone l’obiettivo di trattare l’argomento non dal punto di vista del percorso tecnico-pratico che l’atleta deve percorrere, bensì sull’aspetto regolamentare costituente la “conditio sine qua non” affinché costui possa svolgere la pratica agonistica del gioco del calcio, partendo dalla definizione di tesseramento, fino ad esaminare gli articoli delle NOIF (norme organizzative interne FIGC) che ne disciplinano la relativa procedura e conseguentemente il loro status.
Con l’atto del tesseramento l’atleta instaura un rapporto associativo con la propria associazione o società sportiva, da cui conseguono diritti e doveri come l’osservanza delle norme dettate dalle Istituzioni Sportive (CIO, CONI, FIFA e FIGC), e facenti parte dell’ dell’ordinamento sportivo.

Ma come sono classificati i calciatori e quali differenze ci sono riguardo al loro tesseramento ed eventuali trasferimenti?
Partiamo dalla definizione contemplata dall’art. 27 delle NOIF, ove si legge che i calciatori/calciatrici tesserati per la F.I.G.C. sono suddivisi tra professionisti, non professionisti e giovani.
È opportuno precisare che quanto descritto e previsto dalle NOIF, in qualità di regolamenti organizzativi endofederali, è il risultato del recepimento della legge statale che ha regolamentato tali figure.
Trattasi della legge n° 91 del 23 marzo 1981 che, da ormai oltre 40 primavere, nell’ottica dei rapporti tra l’ordinamento generale dello Stato e l’ordinamento sportivo, disciplina per l’appunto i rapporti tra gli operatori dello sport, le società e le Federazioni Sportive Nazionali per quanto attiene la prestazione dell’attività sportiva come attività di lavoro.

Precisamente l’art. 2 così recita “sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori atletici che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle Federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle Federazioni stesse con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica”.

Ai sensi della normativa sopra richiamata, pertanto, il professionista sportivo è colui che esercita dietro compenso, prevalentemente o esclusivamente, l’attività sportiva.
A questi elementi che possiamo definire oggettivi, dobbiamo aggiungerne uno di carattere soggettivo, vale a dire che l’attività agonistica svolta dall’atleta venga qualificata come professionistica dalla Federazione Sportiva Nazionale (FSN) di riferimento.
Infatti, con l’art. 2 della suddetta legge il legislatore ha delegato alle F.S.N. il potere di qualificare come professionistica e dilettantistica l’attività sportiva che ciascuna di esse rappresenta.

Proseguendo la disamina normativa, l’articolo 28 delle NOIF specifica che calciatori professionisti sono coloro i quali esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità e che siano tesserati per società associate ad una delle tre Leghe professionistiche; mentre la definizione dei calciatori non professionisti la troviamo nel successivo art. 29 secondo cui sono non professionisti i calciatori che, a seguito di tesseramento, svolgono attività sportiva per società associate nella L.N.D., giocano il “Calcio a Cinque”, nonché le calciatrici partecipanti ai campionati di Calcio femminile, con la differenza per le calciatrici tesserate per i club di serie a femminile le quali dal primo luglio 2022 cambieranno il proprio status e diventeranno professioniste.

Una disamina a parte meritano gli articoli che riguardano la categoria dei “ giovani”.
L’ art. 31 delle NOIF stabilisce che sono “giovani” i calciatori e le calciatrici che abbiano anagraficamente compiuto l’ottavo anno e che al 1° gennaio dell’anno in cui ha inizio la stagione sportiva non abbiano compiuto il 16° anno.

I calciatori giovani citati nel precedente articolo possono essere ulteriormente suddivisi, secondo quanto previsto dai successivi artt. 32 e 33, in giovani dilettanti e giovani di serie a seconda che, al compimento del 14° anno di età sottoscrivano rispettivamente il proprio tesseramento con una società /associazione affiliata alla LND ovvero ad una delle tre Leghe professionistiche.
I giovani dilettanti, in virtù del vincolo sportivo tuttora in vigore, instaurano un rapporto con la società della durata coincidente con la stagione sportiva del loro 25° anno di età; al compimento del 18° anno di età acquisiscono invece lo status di “non professionista”.
Si precisa che il vincolo sportivo rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2023 momento in cui con molta probabilità entrerà in vigore la tanto agognata riforma dello sport.

I giovani di serie invece, assumono un particolare vincolo finalizzato alla loro preparazione ed addestramento.
Le società professionistiche, infatti, possono avvalersi delle loro prestazioni sportive fino alla stagione sportiva coincidente con l’anno in cui compiono 19° anno di età dell’atleta.
In quest’ultima stagione sportiva, nei termini stabiliti annualmente dal Consiglio Federale, il giovane di serie, pur non acquisendo lo status di professionista, ha diritto ad un’indennità il cui importo è deciso dalla Lega cui la propria società è associata, in virtù di un rapporto cd di addestramento tecnico.
Al termine della suddetta stagione sportiva , precisamente durante l’ultimo mese, la società può proporre il primo contratto da professionista, con le modalità che annualmente il Consiglio Federale stabilisce e in tal caso il contratto potrà avere una durata massima di tre anni. In caso contrario il calciatore sarà libero di stipulare il primo contratto professionistico con altro sodalizio sportivo.

Lo status di professionista, tuttavia, può essere acquisito anche prima del compimento del 19° anno di età, in due casi e cioè:
a) all’età di 16 anni e salvo che il tesseramento non sia a titolo temporaneo.
b) – abbia preso parte ad almeno dieci gare di campionato o di Coppa Italia, in Serie A;
– abbia preso parte ad almeno dodici gare di campionato o di Coppa Italia, in Serie B;
– abbia preso parte ad almeno quindici gare di campionato o di Coppa Italia, in Lega Pro.
Il cambiamento di status sopra richiamato potrà verificarsi anche nel caso in cui il calciatore sia tesserato a titolo temporaneo; pertanto il contratto sarà stipulato con la società che si avvale delle sue prestazioni sportive in quel momento, salvo poi la possibilità per la società presso cui il medesimo calciatore è tesserato a titolo definitivo di confermare lo status di professionista , pena la decadenza del tesseramento.

Particolare attenzione merita il dies a quo di decorrenza del tesseramento a seconda che si tratti di calciatore professionista o dilettante
L’articolo 39, rubricato “Il tesseramento dei calciatori”, regola l’atto del tesseramento, le modalità e le tempistiche a seconda che si tratti di calciatore professionista, non professionista o giovane.
La decorrenza del tesseramento comunque per tutte le categorie dei calciatori parte dalla data di deposito del tesseramento stesso che deve essere formulato su appositi moduli.
Con una doverosa precisazione: se si tratta di calciatore professionista, oltre al deposito del tesseramento occorre la concessione del visto di esecutività da parte della Lega competente.
Questo fattore temporale è fondamentale perché la società potrà avvalersi delle prestazioni sportive del calciatore solo successivamente alla decorrenza del tesseramento che, riepilogando, per i calciatori professionisti è dal giorno successivo al rilascio del visto di esecutività e in ambito dilettantistico è dal giorno successivo al deposito o spedizione della richiesta di tesseramento.

Il mancato rispetto dei termini di decorrenza del tesseramento e quindi della utilizzazione delle prestazioni del calciatore, sia esso dilettante o professionista, comporterà la comminazione di sanzioni da parte degli organi di giustizia sportiva.
L’analisi sin qui svolta subirà una sostanziale modifica con l’entrata in vigore della riforma dello sport che introdurrà la figura del lavoratore sportivo, secondo quanto previsto dalla legge delega 86/2019 e relativi decreti attuativi.

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