Le modifiche al nuovo Regolamento Agenti Sportivi CONI

Il 10 febbraio scorso, con Delibera della Giunta Nazionale n. 385 del 18.11.2021, il CONI ha emanato il nuovo Regolamento Agenti Sportivi, come approvato dal Dipartimento per lo Sport – Presidenza del Consiglio dei Ministri ai sensi dell’art. 1 L. 138/1992.
L’intervento più rilevante apportato dalla nuova versione del Regolamento attiene la modifica dei requisiti indispensabili ai fini della domiciliazione degli agenti registrati dopo il 1° aprile 2015 presso Federazioni estere (UE ed Extra-UE) che intendano operare in Italia: l’assenza di tali requisiti renderà impossibile l’iscrizione all’apposito elenco agenti sportivi domiciliati.
Avendo riguardo all’introduzione del criterio della residenza all’estero per gli agenti sportivi domiciliati, si fa rilevare che tale inserimento non rappresenta una novità, laddove esso costituisce, invece, una passo indietro da parte del CONI, il quale aveva già eliminato il regime transitorio per la domiciliazione che prevedeva, nella precedente versione del Regolamento, il criterio della residenza all’estero per i soggetti ivi indicati.
Il testo, così come riformato, dà prova di un’attività regolamentare in continuo aggiornamento, determinando una sempre più crescente attenzione alle rigide discipline imposte per l’ambito esercizio della professione.
Di seguito, le novità più salienti:
Art 2, comma 1, lettera g):
ai sensi dell’art.2, secondo la nuova formulazione, l’agente sportivo domiciliato è “il soggetto residente da almeno un anno in uno Stato diverso dall’Italia (da San Marino e dalla Città del Vaticano) ed abilitato da almeno un anno ad operare quale agente sportivo dalla corrispondente federazione sportiva nazionale di tale diverso Stato, nel cui Registro risulti regolarmente iscritto, ovvero dalla Federazione internazionale di riferimento, avendo ricevuto ed effettivamente eseguito almeno due mandati nel corso dell’ultimo anno”.
Rispetto alla precedente formulazione, stando a quanto recita la nuova disposizione regolamentare, potrà iscriversi all’elenco agenti sportivi domiciliati il soggetto che, contestualmente:
(i) sia residente da almeno un anno presso uno Stato estero;
Il requisito della residenza presso stato estero era stato già introdotto, seppur con diversa formulazione, nella versione del Regolamento deliberato il 14 maggio 2020, per poi essere eliminato nella successiva versione deliberata il 15 dicembre 2020;
(ii) sia abilitato da almeno un anno ad operare quale agente sportivo dalla corrispondente federazione sportiva nazionale di tale diverso Stato, nel cui Registro risulta regolarmente iscritto, ovvero dalla Federazione internazionale di riferimento;
(iii) nel corso dell’ultimo anno, abbia ricevuto e effettivamente eseguito almeno due mandati; fatti salvi i poteri di verifica della Commissione CONI agenti sportivi di cui al comma 5.
In tal senso, la Commissione CONI ha un potere di verifica della sussistenza dei requisiti di cui ai commi 1 e 4 dell’art. 23 e si riserva la facoltà di chiedere alla Federazione sportiva Nazionale professionistica di appartenenza i contratti di mandato depositati con riferimento all’iscrizione nell’elenco domiciliati, al fine di garantire il rispetto delle norme di cui al presente Regolamento.
Abrogato il comma 2.
Art. 3 (Registro nazionale degli agenti sportivi)
Il previgente è stato integrato con riferimento all’elenco degli agenti sportivi domiciliati: “e delle persone giuridiche attraverso cui è eventualmente organizzata l’attività ai sensi dell’art. 19”.
Art. 13 (Requisiti di ammissione alla prova generale dell’esame di abilitazione nazionale)
La lett. d) del comma 1 precisa che per essere ammesso alla prova generale dell’esame di abilitazione, il candidato non deve avere riportato condanne, “anche non definitive”, per delitti non colposi nell’ultimo quinquennio.
Precedentemente, tale condizione era fissata unicamente per l’iscrizione al Registro nazionale e non anche con riguardo all’accesso alla prova generale dell’esame di abilitazione.
Art. 21, comma 10 (I contratti degli agenti sportivi)
La disciplina prevista nel presente articolo trova applicazione anche con riguardo agli agenti sportivi di cui all’art. 23 che segue”,rubricato “Istituto della domiciliazione”;
Abrogato il comma 11.
Art. 23 (Istituto della domiciliazione)

Come innanzi precisato, il CONI opera un importante intervento sul tema della domiciliazione ed inserisce in unico articolo l’istituto
Al primo comma sancisce che “Può assumere la qualifica di agente sportivo domiciliato e ottenere l’iscrizione nel relativo elenco il soggetto che, contestualmente: (i) sia residente da almeno un anno in uno Stato diverso dall’Italia (da San Marino e dalla Città del Vaticano); (ii) sia abilitato da almeno un anno ad operare quale agente sportivo dalla corrispondente federazione sportiva nazionale di tale diverso Stato, nel cui Registro risulta regolarmente iscritto, ovvero dalla Federazione internazionale di riferimento; (iii) nel corso dell’ultimo anno, abbia ricevuto e effettivamente eseguito almeno due mandati; fatti salvi i poteri di verifica della Commissione CONI agenti sportivi di cui al comma 5”.
Il previgente comma 1 viene ricollocato nell’art. 25 co. 6.
Il comma 2 dell’art. 23 prevede che, unitamente all’accordo di collaborazione professionale, debbano essere depositati presso la Commissione CONI Agenti Sportivi anche:
(i) certificato storico di residenza;
(ii) documentazione comprovante l’iscrizione da almeno un anno nel Registro della federazione dello Stato di residenza ovvero presso la Federazione internazionale di riferimento;
(iii) certificato di inserimento nell’elenco del Registro federale relativo agli agenti sportivi domiciliati rilasciato dalla Federazione. Il previgente comma viene ricollocato nell’art. 25 co. 6.
E’ altresì previsto “l’obbligo del domiciliatario di incassare i compensi derivanti dai contratti di mandato e, conseguentemente, corrispondere la quota parte dei compensi di spettanza all’agente sportivo domiciliato secondo i termini e le modalità riportate nell’accordo di collaborazione professionale”.
Inoltre, ferma la responsabilità del domiciliatario anche per i contegni del domiciliante, è stato abrogato l’obbligo per quest’ultimo “di superare la specifica attività formativa, anche in e-learning”, mentre viene inserito quello “in capo all’agente sportivo domiciliato e al domiciliatario di agire congiuntamente nell’ambito del mandato, fermo restando che quest’ultimo è tenuto ad operare secondo le istruzioni dell’agente sportivo domiciliato”.
Si fa rilevare, inoltre una modifica del comma 4 in ordine alla necessità per il domiciliante di essere in possesso dei requisiti di cui all’art. 4 co. 1 lett. b):“avere il godimento dei diritti civili e non essere stato dichiarato interdetto, inabilitato, fallito o soggetto a procedura di liquidazione giudiziale, fatti salvi gli effetti della riabilitazione e dell’esdebitazione”; c): “essere in possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado o di titolo equipollente”; d): “non avere riportato condanne, anche non definitive, per delitti non colposi nell’ultimo quinquennio”; e): “non avere riportato condanne, anche non definitive, per il reato di frode sportiva di cui alla L. 401/1989 o per il reato di doping di cui all’art. 586 bis c.p.”; f): “non avere riportato sanzioni di durata pari o superiore a due anni, o anche di durata inferiore se nell’ultimo quinquennio, per violazione di Norme Sportive Antidoping del CONI o di disposizioni del Codice Mondiale Antidoping WADA”; g): “non avere riportato sanzioni disciplinari per illecito sportivo”; h): “non avere a proprio carico sanzioni disciplinari in corso irrogate dalla federazione sportiva nazionale professionistica presso cui intende operare ovvero di durata pari o superiore a cinque anni irrogate da altra federazione sportiva nazionale”; i): “nel caso di sanzioni pecuniarie riportate nell’ambito dell’ordinamento sportivo, aver esaurito i relativi pagamenti o essere comunque adempienti ad eventuali rateizzazioni”; k):“essere in possesso del certificato di avvenuta iscrizione nel Registro federale degli agenti sportivi della federazione sportiva nazionale professionistica presso la quale è stata svolta la prova speciale di cui all’art. 16, o in alternativa presso la quale è stato conseguito il titolo abilitativo di cui alla precedente lettera j)”; l):“non trovarsi in alcuna situazione di incompatibilità prevista dall’art. 18”; m): “aver stipulato una polizza di rischio professionale”.
Inoltre, la nuova formulazione circa la società attraverso la quale il domiciliante organizza imprenditorialmente la propria attività, è stato previsto che, qualora ricorrano le condizioni di cui all’art.19 co. 2, essa debba risultare nel contratto di collaborazione.
Introduzione del comma 5:“La Commissione CONI Agenti Sportivi si riserva di richiedere al domiciliatario ed all’agente sportivo domiciliato ogni chiarimento e documentazione ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti di cui ai commi 1 e 4. La Commissione CONI agenti sportivi, altresì, si riserva la facoltà di chiedere alla federazione sportiva nazionale professionistica di appartenenza i contratti di mandato depositati con riferimento all’iscrizione nell’elenco domiciliati, al fine di verifica del rispetto delle norme di cui al presente Regolamento”.
Art. 25 (Norme transitorie e finali)
Sono stati introdotti i seguenti commi, frutto di una trasposizione rispetto al previgente art. 23, comma 1 e 2 e art. 2 comma 2:
comma 6: “Fermo restando, su istanza dell’interessato, il riconoscimento professionale attraverso misure compensative, per gli agenti sportivi iscritti alla sezione agenti sportivi stabiliti del Registro nazionale entro la data del 14 maggio 2020, e privi di titolo abilitativo unionale equipollente, si applica l’istituto della domiciliazione secondo quanto previsto al precedente art. 23”;
comma 7: “I contratti di mandato sottoscritti dai soggetti di cui al precedente alinea, purché depositati presso le federazioni sportive nazionali professionistiche entro la data del 14 maggio 2020, conservano efficacia fino alla loro naturale scadenza e comunque per un periodo massimo di due anni dal loro deposito. Per essi è in ogni caso precluso il rinnovo tacito”;
comma 8: “Le disposizioni che fanno riferimento agli agenti sportivi sono applicabili, oltre che agli agenti sportivi stabiliti, anche agli agenti sportivi domiciliati”.
Art. 26 (Entrata in vigore)
Introduzione del comma 2, ai sensi del quale: “Le previsioni regolamentari in tema di domiciliazione di cui al presente Regolamento trovano applicazione con riferimento alle domande presentate a far data dall’entrata in vigore di esso, nonché per i nominativi già iscritti nell’elenco domiciliati con decorrenza dalla scadenza della validità dell’inserimento per l’anno 2021, non oltre il 31.12.21”.
L’analisi che precede lascia aperta la discussione sulle conseguenze della applicabilità delle nuove norme, tenendo nella dovuta considerazione che le stesse andranno recepite dalle Federazioni.

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